Le commissioni per gli Affari esteri e per il Commercio internazionale del Parlamento europeo hanno approvato il 22 giugno 2026 il Modernised Global Agreement (MGA) tra Unione europea e il Messico, aprendo la strada al voto in plenaria previsto per luglio a Strasburgo. Con 67 voti a favore, 15 contrari e 3 astensioni, i deputati hanno dato il loro endorsement a un accordo che riscrive da capo una relazione commerciale e politica nata nel 2000 — e che oggi vale oltre 100 miliardi di euro l’anno tra beni e servizi — proiettandola in una nuova stagione strategica per l’Europa.

La posta in gioco va ben oltre le tariffe doganali. Il nuovo accordo arriva in un momento in cui Bruxelles sta ridisegnando con urgenza la propria rete di alleanze commerciali, spinta dalla necessità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina in settori strategici — dalle materie prime critiche alle filiere industriali, fino al commercio digitale. Il Messico, secondo partner commerciale dell’UE in America Latina con uno scambio di beni che nel 2025 ha raggiunto ben 87 miliardi euro, rappresenta un tassello cruciale per la buona riuscita di questa strategia di diversificazione. Non è un caso che l’intesa arrivi a pochi mesi dall’entrata in vigore dell’accordo commerciale con il Mercosur e dalla firma della Digital Partnership con il Brasile: l’Europa sta costruendo, mattone dopo mattone, una nuova struttura di relazioni con l’America Latina.

Il rapporto commerciale tra Unione europea e Messico affonda le sue radici nel 2000, quando entrò in vigore il primo Global Agreement, il primo accordo di liberalizzazione commerciale che l’UE concluse con un Paese latino-americano. In due decenni, gli scambi bilaterali si sono quadruplicati. Ma in quel lasso di tempo gli scenari per entrambi i partner spesso subirono evoluzioni, mostrando tutti i limiti di quell’accordo: nessuna norma aggiornata sul commercio digitale, standard ambientali e sul lavoro ormai datati, regole sugli appalti pubblici insufficienti. Nel 2016 l’UE aveva avviato dei negoziati per modernizzarlo. Ad oggi, possiamo dire che ci sono voluti quasi dieci anni: l’accordo di principio sul pilastro commerciale era stato raggiunto nell’aprile 2018, ma le trattative sulla riforma energetica messicana avevano allungato i tempi fino alla conclusione definitiva, annunciata il 17 gennaio 2025. Il 22 maggio 2026, in occasione dell’8° Vertice UE-Messico a Città del Messico, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno firmato formalmente il MGA e l’accordo commerciale interinale (iTA) alla presenza della presidente messicana Claudia Sheinbaum, come riportato da Euronews.

Cosa cambia per imprese, agricoltori e mercato digitale

Nel merito, l’accordo è strutturato su due strumenti paralleli: il Modernised Global Agreement — che copre il pilastro politico, quello di cooperazione e quello commerciale —, e un accordo interinale sul commercio (iTA), pensato per entrare in vigore più rapidamente poiché copre solo le materie di competenza esclusiva dell’UE, in attesa della ratifica completa del MGA da parte di tutti gli Stati membri e del Messico. Stando alla Commissione europea, i benefici per le imprese europee sono concreti e molteplici, tra cui l’eliminazione del 95% delle tariffe messicane sui prodotti agroalimentari europei (dazi che su alcuni prodotti come formaggi e carni di maiale arrivavano fino al 45%), accesso senza precedenti agli appalti pubblici in 14 stati federali messicani, e protezione per 568 indicazioni geografiche europee: dal Champagne al Prosciutto di Parma, dall’Aceto balsamico di Modena al Rioja.

Dal lato del digitale, l’accordo introduce un capitolo dedicato che rimuove le barriere al commercio online, stabilisce regole certe per le imprese che operano in rete e rafforza la protezione dei consumatori digitali. Contestualmente, il vertice di maggio ha sancito la riattivazione del Dialogo Digitale bilaterale tra UE e Messico, ovvero un forum per allineare politiche di innovazione, regolazione e tecnologie emergenti, che diventa così un componente importante della più ampia Dichiarazione congiunta su un’Alleanza Digitale tra l’UE e l’America Latina, come riportato da Mexico Business News.

Sul piano politico, l’approvazione in commissione ha visto emergere posizioni distinte. I deputati hanno sottolineato come il MGA includa impegni vincolanti su principi democratici, stato di diritto e diritti umani fondamentali, rafforzando il dialogo istituzionale sulla protezione degli attivisti civili, dei giornalisti e dei difensori dei diritti, stando alle dichiarazioni riportate nel comunicato stampa del Parlamento europeo. Von der Leyen ha definito l’intesa “un nuovo capitolo nella nostra associazione strategica”, che rafforza il dialogo politico e i flussi di commercio, investimento, scienza, tecnologia e innovazione.

Le reazioni non sono state però unanimi. Come riportato da Euronews, l’accordo ha incontrato una forte opposizione da parte di alcune organizzazioni agricole europee, preoccupate dalla concorrenza delle importazioni latino-americane. Bruxelles ha risposto sottolineando che, diversamente dall’accordo con il Mercosur che aveva innescato proteste più aspre, le importazioni agricole sensibili restano soggette a contingenti tariffari. Una precisazione che, tuttavia, non ha del tutto placato le tensioni e le proteste che si sono protratte nelle capitali europee.

La ratifica è ancora lontana e la Corte di Giustizia è in agguato

Nonostante il via libera delle commissioni parlamentari, il percorso verso l’entrata in vigore del MGA è ancora lungo e non privo di insidie. Il voto in plenaria è atteso per luglio 2026 a Strasburgo; al contempo, il Parlamento si esprimerà anche sull’iTA — l’accordo interinale commerciale, che essendo di competenza esclusiva dell’UE richiede solo il consenso del Parlamento europeo e una decisione del Consiglio, senza la ratifica dei singoli Stati membri. Il MGA nella sua interezza, invece, dovrà essere ratificato da tutti e ventisette i parlamenti nazionali dell’UE e dal Senato messicano — un processo che potrebbe richiedere anni. A rendere il quadro ancora più incerto si aggiunge la presentazione, da parte di alcuni deputati europei, di un ricorso alla Corte di Giustizia dell’UE contro l’accordo: una mossa che, come evidenziato da Euronews, potrebbe generare ulteriori ritardi.

Al di là delle questioni procedurali, il voto del 22 giugno manda un segnale politico che va letto nel contesto della strategia europea di diversificazione. In pochi mesi, Bruxelles ha firmato l’accordo commerciale con il Mercosur — entrato parzialmente in vigore il 1° maggio 2026 tramite l’iTA —, siglato la Digital Partnership con il Brasile e ora spinto in avanti il patto con il Messico: tre mosse che ridisegnano i contorni della presenza europea in America Latina, in un momento in cui le tensioni commerciali con Washington e la competizione con Pechino rendono la diversificazione non più un’opzione ma una necessità. Come notava Euronews, sia l’UE che il Messico hanno interessi convergenti nel ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti — il principale partner commerciale di entrambi — soprattutto a fronte del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e dall’incertezza che ne è derivata.

Il Messico occupa una posizione particolarmente strategica per l’UE: è infatti il suo secondo partner commerciale in America Latina — un hub cruciale per la produzione di veicoli elettrici — e, al tempo stesso, un paese con cui l’Europa condivide una visione del mondo fondata su multilateralismo, stato di diritto e ordine internazionale basato su regole.

Prossimi passi

Luglio sarà il mese decisivo. La plenaria di Strasburgo è chiamata a votare sia il MGA che l’iTA: se verrà raggiunto il consenso necessario, il Consiglio potrà concludere formalmente l’iTA, aprendo la strada alla sua applicazione provvisoria e anticipando così alcuni dei benefici commerciali dell’accordo prima che il MGA completi l’iter di ratifica completo.

Dal fronte messicano, il Senato dovrà avviare il proprio procedimento di ratifica — tempi non ancora definiti. Nel frattempo, si attende anche l’esito del ricorso presentato alla Corte di Giustizia dell’UE, il quale potrebbe influenzare le modalità e i tempi dell’entrata in vigore dell’accordo.

Articolo scritto da Marco Boi.

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